29 giugno 2017
IL GRANDE REGISTA PETER FORGACS IN CINETECA
7 novembre 2014
L'ULTIMO PUGNO DI TERRA - Proiezione al Minimax
| Mercoledì 12 novembre 2014 - Ore 18.00
Minimax – Ridotto Teatro Massimo, Via De Magistris, 12
La Società Umanitaria presenta il cofanetto libro/dvd
L'ULTIMO PUGNO DI TERRA.
Il film di Fiorenzo Serra sulla Rinascita
6° numero della collana Filmpraxis
Quaderni della Società Umanitaria - Cineteca Sarda
Edizioni Il Maestrale
Intervengono:
Massimo Zedda, sindaco di Cagliari
Claudia Firino, assessore alla Cultura della Regione sarda
Antonello Cabras, presidente della Fondazione Banco di Sardegna
Antonello Zanda, direttore della Società Umanitaria - Cineteca Sarda di Cagliari
Presentazione a cura di Paola Ugo e Giuseppe Pilleri, curatori del libro
Gianni Olla, critico cinematografico
Coordina: Sergio Naitza
Alle ore 20.00 circa, a conclusione della presentazione del libro
Sarà proiettato il film
L'ULTIMO PUGNO DI TERRA di Fiorenzo Serra (1964)
Consulenza artistica: Cesare Zavattini
Collaborazione al soggetto: Antonio Pigliaru, Luca Pinna, Michelangelo Pira, Giuseppe Zuri
Collaborazione alla realizzazione: Giuseppe Pisanu, Elio Serra
Commento parlato: Giuseppe Pisanu, Manlio Brigaglia
Testi: Salvatore Cambosu, Ignazio Delogu, Giuseppe Fiori, Benvenuto Lobina, Emilio Lussu, Antonio Pigliaru
Voci: Riccardo Cucciolla, Manlio Busoni
Fotografia: Fiorenza Serra, Marco Vulpiani
Musica: Franco Potenza
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16 maggio 2014
Fwd: Il film EMMAUS di Claudia Marelli, in Cineteca
presenta
Venerdì 16 maggio 2014 - ore 20.30
Cineteca sarda – Viale Trieste 126
Proiezione del film
EMMAUS
Regia, fotografia, soggetto: Claudia Marelli
Italia, 2013
Montaggio: Pietro Lassandro
Musica: Vic Chesnutt
Suono: Giuseppe D'Amato
Interpreti principali: Angelo Sardu, Antonello Manca, Fausto Serra, Claudia Marelli
Sinossi: Sardegna. Campagna nella provincia di Iglesias. Tre uomini: le loro vite e loro storie dentro e fuori una "comunità terapeutica per le dipendenze patologiche".
"Questo film nasce dai miei ritorni a casa, da uno slancio amoroso e da un'amicizia di vecchia data. Pensato come documentario su una comunità riabilitativa si è presto trasformato in un viaggio in un mondo a me sconosciuto, spietato e crudele rischiarato da lampi di tenerezza inaspettata. L'incontro con Antonello, Angelo e Fausto è stato tanto dirompente da far svanire l'idea iniziale di raccontare l'istituzione e le metodologie terapeutiche per raccontare invece gli uomini. Sono stata catturata dalle loro vite, dalle storie del loro passato, dalla loro forza e fragilità, dalla durezza che convive con la cura e l'amore per gli animali, coi quali condividono una vita di gabbie e recinti.
Il film è anche la storia del loro mettersi in gioco, con ironia e complicità, del nostro divertimento, dello scambio dei ruoli (filmare, essere filmati) e di un continuo rimando di sguardi."
BIOFILMOGRAFIA
Claudia Marelli (Cagliari, 1980) a diciotto anni lascia la Sardegna per andare a studiare a Roma, dove vive tutt'ora. Emmaus è il suo primo film.
29 novembre 2012
In sala a Cagliari DIMMI CHE DESTINO AVRO' un film di Peter Marcias
I VINCITORI DEL CONCORSO "IL CINEMA RACCONTA IL LAVORO" 4 ED.
Concorso per progetti cinematografici
QUARTA EDIZIONE
Fiorella Infascelli, Enrico Pitizianti e Guido Chiesa
In questa edizione - che ha raccolto 46 progetti - è stato confermato l'obiettivo di incentivare e promuovere la realizzazione e diffusione di film che raccontino il mondo del lavoro in Sardegna in tutte le sue forme, incluso quello degli emigrati sardi e quello degli immigrati giunti sull'isola. Scopo del concorso – che con le tre edizioni concluse ha consentito di realizzare ben 12 film sui temi del lavoro in Sardegna - è anche quello di promuovere la cultura cinematografica e le professionalità del cinema nel territorio. I premi sono stati assegnati a conclusione di un intenso workshop di tre giorni che ha coinvolto gli otto finalisti sotto la direzione dei tre giurati e docenti Fiorella Infascelli, Enrico Pitizianti e Guido Chiesa. La giuria, valutato il lavoro svolto nei tre giorni di lavoro, ha decretato i 4 progetti cinematografici vincitori, che dovranno essere trasformati in film entro 12 (dodici) mesi dall'attribuzione del premio. Nel dicembre del 2013 i quattro film saranno presentati con una proiezione pubblica in cui saranno assegnato un ulteriore premio al migliore dei film realizzati. Potranno partecipare a questa fase finale anche i progetti eventualmente portati a termine dagli altri 4 autori finalisti non premiati.
(8000,00 EURO) a
Motivazione: Per la interessante ricerca di una commistione tra linguaggi cinematografici e narrativi differenti, l'originalità del tema della maternità come lavoro femminile senza riconoscimento sociale.
Sinossi breve: Il documentario analizza analogie e differenze tra una qualunque professione e il mestiere di madre. Indaga la possibilità che quest'ultimo, liberatosi dagli stereotipi culturali che lo condizionano, sia apprezzato e riconosciuto sul piano sociale e istituzionale.
Emanuela Cau (Cagliari, 1971) è attrice, filmmaker e produttrice. Come attrice ha lavorato con Enrico Pau, Salvatore Mereu, Gianfranco Cabiddu, Roberto Locci. Come regista è autrice, tra gli altri, dei cortometraggi Una mela al giorno, Cuore di Mamma e Bregungia, premiati in diversi festival nazionali e internazionali.
Gisella Congia (Cagliari, 1972) è psicologa, fotografa, esperta nell'uso del linguaggio espressivo-visivo in ambito sociale. Con l'associazione culturale L'Eptacordio cura il progetto "L'Arte incontra il sociale", dedicato allo studio delle tematiche sociali attraverso la fotografia.
(5000,00 EURO) a
Motivazione: Per il racconto del lavoro di assistenza agli anziani e i conflitti culturali legati all'immigrazione, con un taglio sospeso tra leggerezza e drammaticità, a cui raccomandiamo calorosamente di preservare i toni della commedia.
Sinossi breve: Latifa, giovane ragazza marocchina, arriva in casa di Michelina e Tonino, nella campagna sassarese, in una calda mattina d'estate. Con lei anche Tommaso, il loro nipotino. Latifa è stata assunta per aiutare i due anziani coniugi. Purtroppo le cose non vano come previsto e solo l'intervento mitigatore e spontaneo del piccolo Tommaso e la terenezza di Tonino riusciranno a stemperare le tensioni tra le due donne e le loro culture. Per loro sarà fondamentale mettere da parte la paura della diversità e del cambiamento, per incontrarsi e darsi una mano.
Federico Lubino (Sassari, 1987) giovane sceneggiatore e regista. È deceduto in un tragico incidente il 27 luglio 2012.
Camilla Buizza (Montichiari, 1990) sceneggiatrice.
In accordo con la famiglia di Federico Lubino, il progetto verrà portato avanti dalla co-sceneggiatrice Camilla Buizza e dal regista Francesco Giusiani.
(3000,00 EURO) a
Motivazione: Per la scelta di un soggetto che mette efficacemente in scena i contrasti tra la fissità del mondo rurale e i nuovi orizzonti lavorativi delle giovani generazioni, in cui il lavoro sulla nave da crociera della protagonista diventa la metafora di conflitti culturali tipici di un'isola.
Sinossi breve: Il lavoro e la vita su una nave da crociera di Doriana, giovane donna di Busachi, in perenne viaggio e in bilico tra la sua isola d'origine, la Sardegna, e la vita da giramondo nella sua isola galleggiante.
Andrea Mura (Sestu, 1980) è diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia – Scuola Nazionale di Cinema di Palermo. Ha realizzato diversi cortometraggi e documentari.
(8000,00 EURO) a
Motivazione: Per la freschezza del taglio narrativo su un tema sociale drammatico e diffuso come la ricerca del lavoro da parte dei giovani e dei neolaureati e la capacità di elaborazione espressiva del progetto, sotto l'aspetto del linguaggio audiovisivo.
Sinossi breve: È una commedia agrodolce che racconta le peripezie di una giovane ragazza sarda alle prese con la ricerca di un lavoro a Cagliari.
Chiara Sulis (Cagliari, 1978) è sceneggiatrice e regista. Vive e lavora a Barcellona, dove ha realizzato numerosi documentari e cortometraggi. Il suo film Primera comunión ha ricevuto numerosi riconoscimenti e partecipato a prestigiosi festival internazionali.
segreteria@ilcinemaraccontaillavoro.it
Il film racconta dei ragazzi e delle ragazze che lavorano a Cagliari nella LOCANDA DEI BUONI E CATTIVI, di chi ci ha lavorato ed è andato via, della vita nelle case famiglia, di sofferenze passate, per arrivare alla conclusione che non esistono destini segnati, ma esistenze da costruire con il proprio impegno e, quando è necessario, l'aiuto degli altri.
Paolo Carboni (Cagliari, 1966) è regista e produttore. I suoi film Circolare notturna e Cattedrali di sabbia hanno ottenuto numerosi riconoscimenti.
Il documentario vuole raccontare le attività lavorative di una città nell'arco delle 24 ore, attraverso interviste ad artigiani, operai ed esercenti, e con l'occhio di una telecamera che la attraversa – posizionata su un Pick Up – catturando frammenti di vita e di lavoro.
Alessandro Macis (Cagliari, 1955) è operatore culturale e produttore. Da diversi anni, con le associazioni L'Alambicco e La Macchina del Cinema, organizza eventi culturali e rassegne cinematografiche. Nel 2010 ha sceneggiato e prodotto il film Liliana Cavani. una donna nel cinema.
Massimilano Melis (Cagliari, 1968) è fotografo e filmmaker.
Il film racconta la vita del Cargiver Paolo Melis nella sua quotidiana simbiosi con la madre, Bernardina Floris, malata di Alzheimer, che accudisce in solitudine da nove anni con crescenti difficoltà economiche e di salute: un lavoro non retribuito né riconosciuto.
Rossella Serri (Cagliari, 1965) è attrice, operatrice culturale e regista. Ha collaborato nella produzione di numerosi film e eventi culturali. Per diversi anni il suo sito www.rossellaserri.it, è stato punto di riferimento della vita culturale cagliaritana.
"La romantica" è uno dei ristoranti italiani più famosi in Francia. Tra i fornelli regna lo chef Gabriele Piga, di Porto Torres. Ma lui non è l'unico sardo in servizio. Basta fare un rapido giro nei locali del ristorante per scoprire che i dipendenti sardi sono numerosi.
Gabriele Meloni (Arbus, 1986) filmmaker. Con l'associazione InMediAzione, ha prodotto numerosi cortometraggi e documentari.
Marco Spanu (Gonnoscodina, 1981) filmmaker e operatore culturale
23 novembre 2012
BANDITI A ORGOSOLO IN ONDA SU RAI 3 IL 24 NOVEMBRE
A un anno dalla scomparsa del regista Vittorio De Seta, la sede regionale della Rai lo ricorda con un evento cinema nello spazio televisivo riservato alla programmazione regionale: sabato 24 novembre alle 17.15, su Rai 3, verrà trasmesso "Banditi a Orgosolo", film del 1961 che fece conquistare a De Seta il premio Migliore opera prima alla Mostra internazionale del cinema di Venezia, ma soprattutto fece conoscere al pubblico italiano e internazionale "l'altro volto" di Orgosolo, paese sardo che nell'immaginario collettivo portava un marchio feroce.
«A distanza di cinquant'anni, "Banditi a Orgosolo" rappresenta ancora un passaggio importante per la storia umana e culturale del paese barbaricino», dice il direttore della sede Rai della Sardegna, Romano Cannas. Ancora vivo è il ricordo dei mesi di lavorazione, che coinvolse tutta Orgosolo, anche perché De Seta scelse tra gli orgolesi i suoi attori principali. «La Sardegna ha un debito di riconoscenza con De Seta - continua Cannas –, che negli anni Cinquanta girò i documentari "Un giorno in Barbagia" e "Pastori a Orgosolo". La Rai Sardegna vuole ringraziare in questo modo il grande regista siciliano».
13 novembre 2012
A ROMA PRESENTAZIONE DEGLI ATTI DEL CONVEGNO FEDIC SULL'ASSOCIAZIONISMO DI SASSARI DEL GIUGNO 2012
Atti del Convegno di Sassari sull'Associazionismo
FESTIVAL INTERNAZIONALE
chi fosse interessato alla partecipazione
"Cinema e Territorio:
- Marco Asunis (FICC - Federazione Italiana dei Circoli del Cinema, Presidente)
Atti del Convegno sull'associazionismo
9 novembre 2012
"BARCELONA EN DOS COLORS" DI ALBERTO DIANA PROIETTATO PER LA PRIMA VOLTA A BARCELLONA
7 novembre 2012
"L'AMORE E LA FOLLIA" DI GIUSEPPE CASU AL XXX TORINO FILM FESTIVAL
in collaborazione con Gianluca Stazi
Galleria San Federico, 33 Torino
LA CINETECA SARDA AL FESTIVAL DI ROMA CON "PROIBITO" DI MARIO MONICELLI
Sabato 10 novembre, al Festival Internazionale del Film di Roma, nell'ambito della retrospettiva "Cinema espanso", realizzata per il festival dal Centro Sperimentale di Cinematografia/Cineteca Nazionale, sarà proiettato il film PROIBITO (1954) di Mario Monicelli, recentemente restaurato.
Il restauro è a cura della Cineteca Nazionale in collaborazione con la Cineteca Sarda di Cagliari.
5 luglio 2012
25 LUGLIO 2012 - SCADENZA CONCORSO IL CINEMA RACCONTA IL LAVORO
Buongiorno,
Vi ricordiamo che la scadenza del Concorso per progetti cinematografici "Il Cinema Racconta il Lavoro", promosso dalla Agenzia Regionale per il Lavoro della Sardegna e la Società Umanitaria - Cineteca Sarda di Cagliari è il 25 LUGLIO 2012.
BANDO E SCHEDA DI PARTECIPAZIONE POSSONO ESSERE SCARICATI DIRETTAMENTE DAL SITO UFFICIALE DEL CONCORSO
www.ilcinemaraccontaillavoro.
Cordiali saluti.
La segreteria del Concorso
19 agosto 2008
Documento delle Associazioni di Cultura Cinematografica
Quale futuro per la Cineteca Sarda della Società Umanitaria? Quale futuro per la Cineteca del pubblico?
La domanda resta ancora senza risposta, nonostante l'incontro pubblico tra i vertici della Società Umanitaria e della Regione Sardegna - nelle persone del Presidente Amos Nannini e dell'Assessore alla Cultura Maria Antonietta Mongiu - si sia svolto ormai da tre settimane e sia stato importante e partecipato, arricchito da un dibattito acceso e appassionato.
Nel corso del dibattito pubblico “Quale futuro per la Cineteca Sarda?”, organizzato dal gruppo di Sinistra Autonomista in Consiglio Regionale e svoltosi lo scorso 10 luglio, sono emerse posizioni discordanti, con toni particolarmente accesi e poco concilianti. Le successive dichiarazioni pubbliche dell'Assessore alla Cultura sulla stampa a proposito della Fabbrica della Creatività (La Nuova Sardegna, 17 luglio 2008) mostrano però un esplicito desiderio di inclusione nella nuova struttura della Cineteca Sarda della Società Umanitaria e ne riconoscono ruolo e storia.
Ciò nonostante non sono state ancora prese iniziative concrete volte a risolvere, all'interno di quanto previsto dalla Legge sul Cinema, le questioni tecnico-legali, come auspicato, sempre nel corso del dibattito pubblico, dall'Onorevole Giovanna Cerina (già relatrice della Legge in Consiglio Regionale) -, né appaiono per ora considerate a sufficienza le importanti questioni culturali poste appassionatamente all'attenzione dei partecipanti, nella stessa sede, da Linetta Serri, membro del Comitato delle Regioni a Bruxelles, che ha evidenziato la necessità di un ruolo forte della Cineteca Sarda della Società Umanitaria all'interno del disegno culturale sul cinema della Regione Sardegna: pena la perdita della storia della cultura sarda più avanzata degli ultimi quarant'anni e la creazione di un’entità senz'anima e priva di un vero progetto culturale.
Voci isolate parlano di sprechi, ma su questo si è ben espresso Massimo Zedda, Consigliere Comunale a Cagliari, che ha evidenziato come gli sprechi siano ben altri, non certo i 200.000 € annui che consentono alla struttura il pagamento delle sole spese vive di affitto e stipendi.
Chi accusa di voler lucrare su materiale che sarebbe di proprietà della Regione al 100%, ignora forse che una parte molto rilevante dei film presenti in Cineteca - forse proprio la parte più rilevante – proviene da fondi privati, di singoli e di associazioni culturali come la FICC e la FEDIC, che, dopo aver contribuito alla sua costituzione, hanno ritenuto di affidare le opere di loro competenza alle cure della Cineteca Sarda per uso culturale, per far sì che queste potessero continuare a vivere nel contatto quotidiano col pubblico.
In attesa di risposte concrete, la mobilitazione continua a livello sia regionale che nazionale con iniziative pubbliche e dibattiti, con la partecipazione popolare che esprime la volontà forte di continuare a far parte attiva - senza affatto voler rinunciare all'autonomia o desiderare “fusioni perfette” - del grande progetto culturale e sociale che la Cineteca Sarda della Società Umanitaria rappresenta in Sardegna da oltre quarant'anni. Ed è per questo che sono state raccolte e messe in rete più di 1500 firme in poco più di un mese di mobilitazione.
Cagliari, 1.8.2008
Per:
Il Centro Regionale Sardo della FICC, Luigi Zara
Il Cineclub FedIC Cagliari, Romano Widmar
L’ARCI-UCCA prov. Cagliari, Alessia Camedda
Il MCE Sardegna, Rinaldo Rizzi
Il CIDI Cagliari, Rosamaria Maggio
LEND Sardegna, Maria Rosa Giannalia
1 agosto 2008
CI VUOLE DIALOGO E COLLABORAZIONE. Intervento della Fedic
La vita della Cineteca Sarda fu difficile e feconda. Ospitata da un ente non sardo, scarsa di mezzi perché ignorata dalle istituzioni e pur centro di vita culturale grazie all'impegno costante e diffuso del poco personale a disposizione, punto di riferimento di ogni associazione. Solo l'oculata gestione delle poche risorse consentì la costituzione di un archivio filmico, integrato nel tempo dalle donazioni e dai depositi di privati e associazioni.
Oggi si presenta un'altra felice combinazione: quella che vede da una parte un cospicuo patrimonio di materiale, già a disposizione di tutti, gestito da un ente privato e dall'altra la Regione che finalmente si sta attrezzando per assumere tale patrimonio in un vasto progetto di valorizzazione dei prodotti audiovisivi. Si può gioire perché è la realizzazione del sogno che Masala ha fatto nascere in quei giovani di quaranta anni fa.
Assistiamo invece ad un animoso scambio di messaggi sulle difficoltà sorte per risolvere la coesistenza di Regione Sarda e Società Umanitaria nella Fondazione "Cineteca Regionale Sarda – Centro di Documentazione Audiovisiva". L'origine continentale dell'ente nazionale gestore della esistente Cineteca Sarda crea problemi legali, economici, operativi. Sembra che la soluzione sia solo tra subire o cacciare. In realtà tutti sanno che l'unica prospettiva utile alla società sarda è quella della trattativa. Proprio il fondatore di questa struttura ha insegnato che il dialogo e la collaborazione stanno alla base della risoluzione dei problemi apparentemente insolubili. È il caso di continuare su questa strada: con pazienza e amore.
31 luglio 2008
DURA L'EX, SED L'EX
«Che idea sorpassata: una Cineteca che raccoglie e presta film e attrezzature, che distribuisce schede, che forma animatori. Perché mai se la liberazione dello spettatore (e del cittadino si presume) può avvenire per le stesse "dinamiche interne" alle società occidentali indotte dagli avanzamenti tecnologici, e quindi dai meccanismi auto-espansivi del mercato.
Strani personaggi, quelli che, come Fabio Masala, credevano in una vecchia forma distributiva che richiede una presenza, un andare e un venire, un contatto tra persone. Si rispondeva, non sempre trovando un ascolto pensoso, che era indispensabile un controllo sociale organizzato dei processi di produzione, distribuzione e consumo della cultura e dell'educazione. Perché è sul ribaltamento delle "pure" logiche del mercato, che si gioca il futuro degli audiovisivi, il loro potenziale di emancipazione e di sviluppo della creatività sociale. E nel passaggio dalla virtualità tecnica all'effettività politica e culturale che si decide il destino della democrazia. Come affermava Filippo De Sanctis, grande costruttore insieme a Fabio Masala della Cineteca, "L'obiettivo di un esercizio collettivo dei processi informativi non è tecnologicamente utopico, né socialmente impraticabile: esso è politicamente e culturalmente arduo". Tutto qui, si potrebbe aggiungere.
Un'istituzione che pensi diversamente
Ripetiamo la domanda: ci sarà una Cineteca come l'avevano sognata i fondatori? Bisogna credere ottimisticamente che ci sarà. Ma è diffìcile immaginarla. Come si è detto non si riesce a intravedere una dimensione politica del progettare. Non si riesce a immaginare in quale istanza o manifestazione della politica attuale, scorgere quell'investimento di fiducia nella costruzione, diffusa e partecipata, della vita democratica e dell'economia. Deve esistere ancora ai nostri conti, quell'agente esterno, di indispensabile stimolo, che è stata la Società Umanitaria. Quel modo di "pensare diversamente", di istituzione non governativa che ha sperimentato esempi e prototipi, e che ha interagito proficuamente con l'ente pubblico non deve rischiare di scomparire.
Il potere, niente di meno che il potere
Si vedono movimenti in campo che non promettono niente di buono. Essi sembrano segnalare una specie di infatuazione per le parole {non basta dire cineteca) e l'isolamento, dalla globalità della politica culturale educativa di cui si è parlato, di settori specialistici. Sarebbe un male se venissero realizzati nel nome di Fabio Masala. Si è già detto dell'indissolubile collegamento di audiovisivi, associazionismo, formazione. Non c'è tempo moderno che possa espungerli da una politica culturale così come l'avevano immaginata, anche per il futuro, i grandi fondatori. Si deve dire anche della ragionata avversione che Fabio Masala nutriva per gli specialismi e i settorialismi.
Vale per Fabio Masala quello che egli disse, nel 1990, su Filippo De Sanctis. Egli sottolineava, con riferimento particolare all'ultimo periodo dell'impegno professionale di De Sanctis, il suo non rinchiudersi negli specialismi e quindi neppure nel cinema e nella televisione. E ne rimarcava la scelta di rivolgersi al grande nuovo pubblico "anche" del libro (Pubblico e biblioteche), della musica, dei musei, del teatro, della poesia (Progetto Prato). Rinchiudersi negli specialismi, diceva Fabio Masala citando Asimov, "avrebbe comportato la conseguenza di arrivare ad una perfetta ignoranza di tutto quanto esiste al mondo tranne che per una limitatissima sezione di niente". Un'altra frase significativa, non solo degli ampi interessi culturali, ma anche dei riferimenti etici di Fabio - ancora a proposito degli specialismi - la trasse dalla Simone Weil dei Quaderni: "Se in una materia qualsiasi si conoscono troppo cose, la conoscenza si muta in ignoranza, oppure occorre elevarsi a un'altra conoscenza".»
21 luglio 2008
Hanno aderito in queste ore
18 luglio 2008
L'IRRE Sardegna, Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica e la SOCIETÀ UMANITARIA:
Scarica il contributo dell'IRRE in formato PDF (81 kb)
16 luglio 2008
Pagine di cinema in bianco e nero - Rassegna cinema a Monte Claro
PROVINCIA DE CASTEDDU
Assessorato alla Cultura, Identità, Spettacolo e Sport
Capolavori della letteratura sullo schermo
Piazzetta della Cappella di Santa Maria Chiara
(viottolo a sinistra della fontana)
VIAGGIO NELLA LUNA di Georges Méliès (Francia, 1902)
Dai romanzi di Jules Verne
CENERE di Febo Mari, Arturo Ambrosio (Italia, 1916)
Dal romanzo di Grazia Deledda
PICCOLE DONNE di George Cukor (USA, 1933)
Dal romanzo di Louise M. Alcott
FURORE di John Ford (Usa, 1940)
Dal romanzo di John Steinbeck
I PROMESSI SPOSI di Mario Camerini (Italia, 1941)
Dal romanzo di Alessandro Manzoni
IL GRANDE SONNO di Howard Hawks (Usa, 1946)
Dal romanzo di Raymond Chandler
IL TERZO UOMO di Carol Reed (Gran Bretagna, 1949)
Dal romanzo di Graham Greene
OTELLO di Orson Welles (USA, Francia, 1949-52)
Dal dramma di William Shakespeare
TERESA RAQUIN di Marcel Carné (Italia, Francia, 1953)
Dal romanzo di Emile Zola
LE NOTTI BIANCHE di Luchino Visconti (Italia, 1957)
Dal romanzo di Fedor Mihajlovic Dostoevskij
Vico XIV S. Giovanni, 8/12
Tel. 070 4092901
Email: biblioteca@provincia.cagliari.it
Sito: www.provincia.cagliari.it
Viale Trieste, 118
Tel. 070 275271 070 280367
Email: umanitaria.ca@tiscali.it
11 luglio 2008
Incontro sulla Cineteca Sarda - Comunicato stampa del Gruppo S.A:
XIII LEGISLATURA
Gruppo S.A. - SINISTRA AUTONOMISTA
La partecipazione e i numerosi interventi, anche critici, rispetto alle modalità di attuazione della legge regionale sul cinema rappresentano il segnale di una richiesta di partecipazione alle scelte fondamentali che riguardano la vita, anche sociale e culturale, della nostra isola che non possono essere sottovalutati né, tantomeno, ignorati.
La storia della Società Umanitaria e, in particolare, della Cineteca sarda è un pezzo della storia dell'emancipazione di tanti sardi. Il patrimonio materiale e immateriale di tanti anni di impegno sociale non possono e non devono essere liquidati.
Con lo spirito di chi vuole tutelare la continuità di un servizio pubblico, nel vero senso del termine, numerosi interventi hanno espresso forti preoccupazioni sul futuro della Cineteca sarda della
Società Umanitaria.
Siamo convinti che ci siano ancora i termini e gli spazi per riprendere un dialogo che pareva concluso.
Siamo convinti che l'Assessore Maria Antonietta Mongiu saprà cogliere in positivo gli stati d'animo e le preoccupazioni emerse per addivenire, nel più breve tempo possibile a una soluzione del problema.
La Regione ha il dovere di partire dall'esperienza della Cineteca sarda per la costituzione della Fondazione regionale che, solo in questo modo, potrà essere sentita come patrimonio pubblico, di tutti.
Presidente del gruppo Sinistra Autonomista
Consigliere Regionale del PDCI
9 luglio 2008
Ecco l'elenco dei primi 1160 firmatari
Ecco il link:
Scarica il documento
8 luglio 2008
Quale futuro per la Cineteca sarda? - Giovedì 10 incontro all'ERSU di Cagliari
ERSU - Sala Cosseddu
Via Trentino- Cagliari
Assessore regionale pubblica istruzione
Capogruppo Sinistra autonomista in Consiglio regionale
Consigliere regionale Pdci
Presidente Società Umanitaria
Docente di discipline cinematografiche, Università di Cagliari
Presidente nazionale F.I.C.C.
Il presidente della Regione
RENATO SORU

