23 febbraio 2009



Cineteca Sarda, viale Trieste 126
martedì 24 febbraio - ore 20:30


anteprima assoluta in Italia


ONE CRAZY RIDE
di Gaurav Jani

sarà presente il regista

L'opera è un reportage/documentario sul viaggio di cinque motociclisti in Arunachal Pradesh, una delle zone più selvagge e meno conosciute in assoluto dell'India, ai piedi dell'Himalaia.
Si tratta della seconda opera del regista indiano Gaurav Jani già noto nel panorama del cinema documentale internazionale grazie alla sua prima opera "Riding Solo To The Top Of The World", vincitrice di numerosi premi internazionali.

19 agosto 2008

Documento delle Associazioni di Cultura Cinematografica

(apparso su La Nuova Sardegna)

Quale futuro per la Cineteca Sarda della Società Umanitaria? Quale futuro per la Cineteca del pubblico?

La domanda resta ancora senza risposta, nonostante l'incontro pubblico tra i vertici della Società Umanitaria e della Regione Sardegna - nelle persone del Presidente Amos Nannini e dell'Assessore alla Cultura Maria Antonietta Mongiu - si sia svolto ormai da tre settimane e sia stato importante e partecipato, arricchito da un dibattito acceso e appassionato.

Nel corso del dibattito pubblico “Quale futuro per la Cineteca Sarda?”, organizzato dal gruppo di Sinistra Autonomista in Consiglio Regionale e svoltosi lo scorso 10 luglio, sono emerse posizioni discordanti, con toni particolarmente accesi e poco concilianti. Le successive dichiarazioni pubbliche dell'Assessore alla Cultura sulla stampa a proposito della Fabbrica della Creatività (La Nuova Sardegna, 17 luglio 2008) mostrano però un esplicito desiderio di inclusione nella nuova struttura della Cineteca Sarda della Società Umanitaria e ne riconoscono ruolo e storia.

Ciò nonostante non sono state ancora prese iniziative concrete volte a risolvere, all'interno di quanto previsto dalla Legge sul Cinema, le questioni tecnico-legali, come auspicato, sempre nel corso del dibattito pubblico, dall'Onorevole Giovanna Cerina (già relatrice della Legge in Consiglio Regionale) -, né appaiono per ora considerate a sufficienza le importanti questioni culturali poste appassionatamente all'attenzione dei partecipanti, nella stessa sede, da Linetta Serri, membro del Comitato delle Regioni a Bruxelles, che ha evidenziato la necessità di un ruolo forte della Cineteca Sarda della Società Umanitaria all'interno del disegno culturale sul cinema della Regione Sardegna: pena la perdita della storia della cultura sarda più avanzata degli ultimi quarant'anni e la creazione di un’entità senz'anima e priva di un vero progetto culturale.

Voci isolate parlano di sprechi, ma su questo si è ben espresso Massimo Zedda, Consigliere Comunale a Cagliari, che ha evidenziato come gli sprechi siano ben altri, non certo i 200.000 € annui che consentono alla struttura il pagamento delle sole spese vive di affitto e stipendi.

Chi accusa di voler lucrare su materiale che sarebbe di proprietà della Regione al 100%, ignora forse che una parte molto rilevante dei film presenti in Cineteca - forse proprio la parte più rilevante – proviene da fondi privati, di singoli e di associazioni culturali come la FICC e la FEDIC, che, dopo aver contribuito alla sua costituzione, hanno ritenuto di affidare le opere di loro competenza alle cure della Cineteca Sarda per uso culturale, per far sì che queste potessero continuare a vivere nel contatto quotidiano col pubblico.

In attesa di risposte concrete, la mobilitazione continua a livello sia regionale che nazionale con iniziative pubbliche e dibattiti, con la partecipazione popolare che esprime la volontà forte di continuare a far parte attiva - senza affatto voler rinunciare all'autonomia o desiderare “fusioni perfette” - del grande progetto culturale e sociale che la Cineteca Sarda della Società Umanitaria rappresenta in Sardegna da oltre quarant'anni. Ed è per questo che sono state raccolte e messe in rete più di 1500 firme in poco più di un mese di mobilitazione.

Cagliari, 1.8.2008

Per:

Il Centro Regionale Sardo della FICC, Luigi Zara

Il Cineclub FedIC Cagliari, Romano Widmar

L’ARCI-UCCA prov. Cagliari, Alessia Camedda

Il MCE Sardegna, Rinaldo Rizzi

Il CIDI Cagliari, Rosamaria Maggio

LEND Sardegna, Maria Rosa Giannalia

1 agosto 2008

CI VUOLE DIALOGO E COLLABORAZIONE. Intervento della Fedic

 
Nel 1966 in Sardegna un giovane operatore culturale fondò la Cineteca Sarda con la partecipazione di tanti altri operatori culturali. La felice combinazione della collaborazione tra Fabio Masala e la Società Umanitaria creò le premesse per una iniziativa che diversamente non sarebbe stato possibile sviluppare. L'evento fu preparato in un lungo periodo di tempo, grazie al peregrinare di Masala lungo tutta l'isola, incontrando tutte le realtà associative che operavano nei campi dell'istruzione, della formazione, dello spettacolo. Negli incontri organizzati e nei contatti personali raccontava quella che era la sua idea e, in seguito, quanto aveva elaborato come progetto. Voleva il parere di ciascuno e a ognuno chiedeva consigli. Una fitta trama di relazioni personali precedette la fase costitutiva vissuta da tutti con entusiasmo ed euforia.
La vita della Cineteca Sarda fu difficile e feconda. Ospitata da un ente non sardo, scarsa di mezzi perché ignorata dalle istituzioni e pur centro di vita culturale grazie all'impegno costante e diffuso del poco personale a disposizione, punto di riferimento di ogni associazione. Solo l'oculata gestione delle poche risorse consentì la costituzione di un archivio filmico, integrato nel tempo dalle donazioni e dai depositi di privati e associazioni.
Oggi si presenta un'altra felice combinazione: quella che vede da una parte un cospicuo patrimonio di materiale, già a disposizione di tutti, gestito da un ente privato e dall'altra la Regione che finalmente si sta attrezzando per assumere tale patrimonio in un vasto progetto di valorizzazione dei prodotti audiovisivi. Si può gioire perché è la realizzazione del sogno che Masala ha fatto nascere in quei giovani di quaranta anni fa.
Assistiamo invece ad un animoso scambio di messaggi sulle difficoltà sorte per risolvere la coesistenza di Regione Sarda e Società Umanitaria nella Fondazione "Cineteca Regionale Sarda – Centro di Documentazione Audiovisiva". L'origine continentale dell'ente nazionale gestore della esistente Cineteca Sarda crea problemi legali, economici, operativi. Sembra che la soluzione sia solo tra subire o cacciare. In realtà tutti sanno che l'unica prospettiva utile alla società sarda è quella della trattativa. Proprio il fondatore di questa struttura ha insegnato che il dialogo e la collaborazione stanno alla base della risoluzione dei problemi apparentemente insolubili. È il caso di continuare su questa strada: con pazienza e amore.
 
Romano Widmar

31 luglio 2008

DURA L'EX, SED L'EX

L'EX direttore del C.S.C. della Società Umanitaria di Cagliari, Salvatore Pinna, ha recentemente omaggiato il pubblico sardo di alcuni suoi interventi sulla Cineteca Sarda (leggi l'ultimo intervento di Salvatore Pinna). Si può essere indotti a pensare che essendo stato protagonista di una parte importante della storia della Cineteca Sarda quello che scrive sia rispettoso della verità storica. In realtà non è così: smascherare alcune falsità riportate dai suoi interventi sarebbe facile come sparare sulla Croce Rossa. A parte le cose non vere, è ovvio che per tutto il resto ognuno ha diritto alle sue opinioni e anche Salvatore Pinna ha diritto di cambiare idea, fino a smentire quanto sosteneva e scriveva poco tempo fa. Per capire meglio - e anche per guardare con un po' di tenerezza e generosa comprensione alle ragioni che stanno dietro gli interventi dell'ex - riportiamo per intero le ultime due pagine del saggio che Salvatore Pinna ha pubblicato nel recente volume pubblicato dalla FICC e dedicato alla figura di Fabio Masala, intitolato appunto Fabio Masala. Una vita per il nuovo pubblico, che è stato presentato nel salone della Cineteca Sarda di Cagliari nel gennaio del 2006. Si tratta delle pagine 41 e 42 di un testo firmato da Salvatore Pinna e Salvatore Figus, ma che in realtà tutti sanno essere stato scritto integralmente dal primo. È sottolineato in rosso il passo in cui si misura in modo più radicale quanto possono cambiare le idee in poco tempo. Ma a ciascuno il suo: se a Pinna piace citare e assumere come modello ermeneutico Francesco Cossiga, noi continueremo a citare e fare riferimento a Fabio Masala, che in materia di cineteca e politica culturale ha ancora molto da insegnare.


«Che idea sorpassata: una Cineteca che raccoglie e presta film e attrezzature, che distribuisce schede, che forma animatori. Perché mai se la liberazione dello spettatore (e del cittadino si presume) può avvenire per le stesse "dinamiche interne" alle società occidentali indotte dagli avanzamenti tecnologici, e quindi dai meccanismi auto-espansivi del mercato.

Strani personaggi, quelli che, come Fabio Masala, credevano in una vecchia forma distributiva che richiede una presenza, un andare e un venire, un contatto tra persone. Si rispondeva, non sempre trovando un ascolto pensoso, che era indispensabile un controllo sociale organizzato dei processi di produzione, distribuzione e consumo della cultura e dell'educazione. Perché è sul ribaltamento delle "pure" logiche del mercato, che si gioca il futuro degli audiovisivi, il loro potenziale di emancipazione e di sviluppo della creatività sociale. E nel passaggio dalla virtualità tecnica all'effettività politica e culturale che si decide il destino della democrazia. Come affermava Filippo De Sanctis, grande costruttore insieme a Fabio Masala della Cineteca, "L'obiettivo di un esercizio collettivo dei processi informativi non è tecnologicamente utopico, né socialmente impraticabile: esso è politicamente e culturalmente arduo". Tutto qui, si potrebbe aggiungere.

Un'istituzione che pensi diversamente

Ripetiamo la domanda: ci sarà una Cineteca come l'avevano sognata i fondatori? Bisogna credere ottimisticamente che ci sarà. Ma è diffìcile immaginarla. Come si è detto non si riesce a intravedere una dimensione politica del progettare. Non si riesce a immaginare in quale istanza o manifestazione della politica attuale, scorgere quell'investimento di fiducia nella costruzione, diffusa e partecipata, della vita democratica e dell'economia. Deve esistere ancora ai nostri conti, quell'agente esterno, di indispensabile stimolo, che è stata la Società Umanitaria. Quel modo di "pensare diversamente", di istituzione non governativa che ha sperimentato esempi e prototipi, e che ha interagito proficuamente con l'ente pubblico non deve rischiare di scomparire.

Il potere, niente di meno che il potere

Si vedono movimenti in campo che non promettono niente di buono. Essi sembrano segnalare una specie di infatuazione per le parole {non basta dire cineteca) e l'isolamento, dalla globalità della politica culturale educativa di cui si è parlato, di settori specialistici. Sarebbe un male se venissero realizzati nel nome di Fabio Masala. Si è già detto dell'indissolubile collegamento di audiovisivi, associazionismo, formazione. Non c'è tempo moderno che possa espungerli da una politica culturale così come l'avevano immaginata, anche per il futuro, i grandi fondatori. Si deve dire anche della ragionata avversione che Fabio Masala nutriva per gli specialismi e i settorialismi.

Vale per Fabio Masala quello che egli disse, nel 1990, su Filippo De Sanctis. Egli sottolineava, con riferimento particolare all'ultimo periodo dell'impegno professionale di De Sanctis, il suo non rinchiudersi negli specialismi e quindi neppure nel cinema e nella televisione. E ne rimarcava la scelta di rivolgersi al grande nuovo pubblico "anche" del libro (Pubblico e biblioteche), della musica, dei musei, del teatro, della poesia (Progetto Prato). Rinchiudersi negli specialismi, diceva Fabio Masala citando Asimov, "avrebbe comportato la conseguenza di arrivare ad una perfetta ignoranza di tutto quanto esiste al mondo tranne che per una limitatissima sezione di niente". Un'altra frase significativa, non solo degli ampi interessi culturali, ma anche dei riferimenti etici di Fabio - ancora a proposito degli specialismi - la trasse dalla Simone Weil dei Quaderni: "Se in una materia qualsiasi si conoscono troppo cose, la conoscenza si muta in ignoranza, oppure occorre elevarsi a un'altra conoscenza".»

21 luglio 2008

Hanno aderito in queste ore

 
Sono pervenute le adesioni dei due registi Ermanno Olmi e Riccardo Milani.
Li ringraziamo per il sostegno.

18 luglio 2008

L'IRRE Sardegna, Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica e la SOCIETÀ UMANITARIA:

Vi proponiamo una testimonianza di Gabriella Lanero e di Gian Piero Liori sul rapporto di collaborazione che si è sviluppato tra i due soggetti negli anni passati, in relazione al Piano nazionale per la diffusione del linguaggio cinematografico e audiovisivo nella scuola. Gli amici della Cineteca Sarda li ringraziano per il loro importante contributo alla discussione e all'approfondimento del ruolo che la Società Umanitaria ha ricoperto in ambito educativo, sempre in sinergia con le agenzie formative istituzionali.

Scarica il contributo dell'IRRE in formato PDF (81 kb)

16 luglio 2008

Pagine di cinema in bianco e nero - Rassegna cinema a Monte Claro



PROVINCIA DI CAGLIARI
PROVINCIA DE CASTEDDU

Assessorato alla Cultura, Identità, Spettacolo e Sport
BIBLIOTECA PROVINCIALE DI CAGLIARI
SOCIETÀ UMANITARIA - CINETECA SARDA di CAGLIARI
presentano
La Biblioteca va al Parco
PAGINE DI CINEMA IN BIANCO E NERO
Capolavori della letteratura sullo schermo
Parco di Monte Claro
Piazzetta della Cappella di Santa Maria Chiara
(viottolo a sinistra della fontana)
ore 21.00
Giovedì 17 luglio 2008
VIAGGIO NELLA LUNA di Georges Méliès (Francia, 1902)
Dai romanzi di Jules Verne
CENERE di Febo Mari, Arturo Ambrosio (Italia, 1916)
Dal romanzo di Grazia Deledda
Giovedì 24 luglio 2008
PICCOLE DONNE di George Cukor (USA, 1933)
Dal romanzo di Louise M. Alcott
Giovedì 31 luglio 2008
FURORE di John Ford (Usa, 1940)
Dal romanzo di John Steinbeck
Giovedì 7 agosto 2008
I PROMESSI SPOSI di Mario Camerini (Italia, 1941)
Dal romanzo di Alessandro Manzoni
Giovedì 21 agosto 2008
IL GRANDE SONNO di Howard Hawks (Usa, 1946)
Dal romanzo di Raymond Chandler
Giovedì 28 agosto 2008
IL TERZO UOMO di Carol Reed (Gran Bretagna, 1949)
Dal romanzo di Graham Greene
Giovedì 4 settembre 2008
OTELLO di Orson Welles (USA, Francia, 1949-52)
Dal dramma di William Shakespeare
Giovedì 11 settembre 2008
TERESA RAQUIN di Marcel Carné (Italia, Francia, 1953)
Dal romanzo di Emile Zola
Giovedì 18 settembre 2008
LE NOTTI BIANCHE di Luchino Visconti (Italia, 1957)
Dal romanzo di Fedor Mihajlovic Dostoevskij
Per informazioni:
Biblioteca Provinciale di Cagliari
Vico XIV S. Giovanni, 8/12
Tel. 070 4092901
Email: biblioteca@provincia.cagliari.it
Sito: www.provincia.cagliari.it
Società Umanitaria - Cineteca Sarda di Cagliari
Viale Trieste, 118
Tel. 070 275271 – 070 280367
Email: umanitaria.ca@tiscali.it